Papà fu il primo a sbadigliare, ma non fu uno sbadiglio qualunque. Sembrava che stesse per ingoiare l’intera tazza di tè. Con la bocca aperta in quel modo, avrebbe potuto spaventare un coccodrillo. Anche mamma, che stava trasportando un cesto di bucato, fu costretta a sbadigliare a causa del suo sbadiglio. E, per di più, inciampò.
“Ahi!”, gridò ad alta voce. “Sono così stanca che non ci vedo bene”.
I loro due figli piccoli, Gionni e Mino, erano seduti sul divano e discutevano animatamente di qualcosa. Da lontano sembrava che stessero parlando del loro gioco preferito, come spesso fanno i bambini, ma stavano discutendo di qualcosa di molto più importante. A nessuno dei due era passato inosservato quanto fossero stanchi i loro genitori quel giorno.
“Guarda”, disse Gionni. “Povero papà! Sembra uno straccio”. E anche mamma non si reggeva più in piedi. “Sono tutti e due pronti per andare a fare la nanna” aggiunse Gionni.
Così i fratellini decisero che dovevano mettere a letto i loro genitori. Elaborarono un piano per farlo il più presto possibile. Non volevano che il loro papà restasse sveglio fino a tardi al computer e che la loro mamma cominciasse a stirare. Ma come potevano gestire due adulti grandi e pesanti?
Mino sapeva esattamente cosa funzionava nel caso di papà. A volte si addormentava direttamente sul divano. A differenza dei bambini, non aveva bisogno di ascoltare una favola; gli bastava che qualcuno gli parlasse a lungo. Mino decise, quindi, di approfittare della debolezza di suo padre, lo attirò sul divano, abbassò le luci e accese la radio. Non appena Mino sentì parole noiose come “bilancio”, “legge”, “tasse”, capì che tutto stava andando secondo i piani.
Nel frattempo, Gionni decise di occuparsi della mamma. Trasportò, o meglio trascinò, il cesto della…