Ada era una bambina che, fin da piccolissima, aveva sempre avuto una grande immaginazione. E, più di ogni altra cosa, le piaceva ascoltare fiabe e storie di tutti i tipi. Le piaceva inventarle e creare nella sua testa storie tutte sue.
Un giorno, dopo la scuola, alcune bambine decisero di giocare a essere attrici. Ada le guardava mentre realizzavano costumi di carta e li provavano, e voleva unirsi a loro. Solo che non sapeva come fare. Aveva paura che non volessero giocare con lei. Ma poi le venne un’idea. E se avesse provato a inventarsi qualcosa? Forse quello avrebbe suscitato il loro interesse.
“Ciao, posso unirmi a voi? So un paio di cose sulle attrici, perché la mia mamma è un’attrice”, disse. Così attirò immediatamente l'attenzione di tutte.
“Davvero?”, chiese Emma.
“Certo. Mi porta spesso con sé agli spettacoli. Ho sempre un posto in prima fila”, replicò Ada con ironia.
“Allora devi raccontarci tutto”, dissero le ragazze, che si sedettero subito per terra intorno a lei. E così Ada iniziò a parlare, e si fece un po’ prendere la mano. Per lei era solo un gioco. Dopotutto, si stava inventando semplicemente qualche dettaglio, che male c’era? E poi le altre la ascoltavano con grande interesse.
Il giorno dopo, quando arrivò a scuola, le bambine la invitarono subito a unirsi a loro. Ada cercò di cambiare argomento, ma loro volevano solo sapere com’era avere una madre famosa, un’attrice.
Ada si era inventata tutta la storia per attirare la loro attenzione, e ci era riuscita. Ma le sue nuove amiche volevano sapere sempre più dettagli. E adesso? Ormai non poteva più dire che non era vero. E così continuò a inventarsi delle cose. All'inizio era divertente ma, più andava avanti, più diventava difficile per lei ricordarsi…